MIMIT AGEVOLAZIONI FILIERA MODA

Contesto normativo e finalità

Il decreto ministeriale del 6 agosto 2026, emanato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dà attuazione all’articolo 3 della legge 11 marzo 2026, n. 34 (Legge annuale sulle piccole e medie imprese). La norma assegna 100 milioni di euro alla sezione dedicata del “Fondo per la crescita sostenibile” con l’obiettivo di sostenere programmi di sviluppo presentati da PMI operanti nella filiera della moda.

Le finalità specifiche dell’intervento sono tre:

  • valorizzare l’integrazione di processi produttivi localizzati in Italia lungo l’intera filiera;
  • incentivare l’utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea;
  • promuovere programmi proposti da aggregazioni di imprese (forma congiunta).

L’incentivo è configurato come aiuto di Stato ai sensi dell’art. 107, par. 1, del TFUE e opera nel quadro del Regolamento GBER (Reg. UE 651/2014) e del Regolamento de minimis (Reg. UE 2023/2831), a seconda della tipologia di spesa e dell’importo del progetto.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le PMI (micro, piccole e medie imprese secondo la definizione dell’Allegato I al Regolamento GBER) che, alla data di presentazione della domanda, soddisfano i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel Registro delle imprese;
  • operare nella filiera della moda, svolgendo almeno una delle attività identificate dai codici ATECO 2025 elencati nell’Allegato 1 al decreto (a titolo esemplificativo: codici 13, 14, 15 e parte dei codici 16, 18, 20, 22, 25, 26, 32, 74);
  • non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie o equivalenti;
  • nel caso di aiuti GBER, non trovarsi in condizioni di “impresa in difficoltà” ai sensi dell’art. 2, punto 18, del Regolamento;
  • nel caso di aiuti de minimis, non aver superato i massimali previsti dalla disciplina europea (in tal caso l’agevolazione è riconosciuta in misura parziale);
  • aver restituito eventuali somme revocate dal Ministero;
  • per gli aiuti di cui all’art. 14 GBER, non aver effettuato delocalizzazioni nei due anni precedenti la domanda e impegnarsi a non effettuarne nei due anni successivi al completamento dell’investimento.

Sono inoltre previste esclusioni soggettive (articolo 5, commi 4 e 5) che riguardano, tra le altre, imprese con cause di decadenza o divieto ex art. 67 del Codice antimafia, condanne per reati ostativi, irregolarità contributive (DURC), decadenza per delocalizzazione o cessazione d’attività, revoca per dichiarazione mendace, mancata stipula di contratti assicurativi per calamità naturali (art. 1, comma 101, L. 213/2023) e controllo da parte di società residenti in Paesi non cooperativi a fini fiscali.

Piani di sviluppo ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni piani di sviluppo che prevedono programmi di investimento produttivo realizzati da PMI della filiera, conformi ai divieti e alle limitazioni degli articoli 13, 14 e 17 del Regolamento GBER, e diretti a:

  • creazione di una nuova unità produttiva;
  • ampliamento della capacità di produzione di un’unità esistente;
  • riconversione di un’unità esistente (diversificazione della produzione per prodotti mai fabbricati prima);
  • ristrutturazione di un’unità esistente (cambiamento fondamentale del processo produttivo);
  • acquisizione di attivi di uno stabilimento esistente.

I programmi di importo non superiore a 1 milione di euro possono anche riguardare interventi di rinnovo di impianti, macchinari e attrezzature non rientranti nelle fattispecie sopra elencate, purché funzionali al mantenimento o al miglioramento della capacità produttiva; in tal caso le agevolazioni sono concesse esclusivamente ai sensi del Regolamento de minimis.

I programmi possono essere completati da:

  • progetti di innovazione di processo e dell’organizzazione (fino al 40% dell’investimento complessivo);
  • progetti di formazione del personale (fino al 20% dell’investimento complessivo);
  • per i programmi con spese ammissibili superiori a 5 milioni di euro, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale conformi all’art. 25 GBER.

Programmi congiunti

Il piano di sviluppo può essere presentato in forma congiunta da un numero di PMI compreso tra tre e sei. In tal caso, il progetto della singola PMI partecipante non può essere di importo inferiore a 200.000 euro. Le imprese devono rappresentare la natura dei collegamenti esistenti o previsti e gli obiettivi comuni perseguiti.

Limiti dimensionali e temporali

I programmi devono:

  • essere realizzati presso un’unità locale ubicata nel territorio nazionale;
  • prevedere spese ammissibili complessive tra 1 milione e 20 milioni di euro (per i programmi congiunti, il limite minimo per la singola PMI è 200.000 euro);
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda (la “data di avvio” è la data di inizio dei lavori di costruzione o il primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature, a seconda di quale si verifichi prima; l’acquisto di terreno e i lavori preparatori non contano);
  • avere un termine di ultimazione non superiore a 36 mesi dalla concessione, con possibilità di proroga motivata fino a 12 mesi.

Le spese ammissibili

Investimenti produttivi (art. 7, comma 1)

Sono ammissibili le spese per l’acquisto e la realizzazione di immobilizzazioni materiali e immateriali (artt. 2423 e ss. c.c.), con i seguenti limiti:

TipologiaLimite massimo
Suolo aziendale e sue sistemazioni10% del programma di investimento produttivo ammissibile
Opere murarie, infrastrutture specifiche aziendali40% del programma di investimento produttivo ammissibile
Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica (inclusi impianti per energia da fonti rinnovabili destinati ai fabbisogni dell’unità produttiva)Nessun limite specifico (rientrano nella voce principale)
Immobilizzazioni immateriali (come definite dall’art. 2, punto 30, GBER)Nessun limite specifico

Sono inoltre ammissibili, nella misura massima del 5% dell’importo complessivo ammissibile del programma, le spese per consulenze connesse al programma, ai sensi dell’art. 18 GBER.

Progetti di innovazione di processo e dell’organizzazione (art. 7, comma 3)

Per questi progetti sono ammissibili:

  • personale dipendente (tecnici, ricercatori e altro personale ausiliario) nella misura in cui è impiegato nelle attività del progetto;
  • strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo di utilizzo nel progetto;
  • ricerca contrattuale, conoscenze e brevetti, servizi di consulenza e altri servizi utilizzati esclusivamente per il progetto;
  • spese generali derivanti direttamente dal progetto e materiali utilizzati, nei limiti del 20% del complessivo progetto ammissibile.

Progetti di formazione del personale (art. 7, comma 4)

Sono ammissibili le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione e le spese correnti direttamente connesse al progetto di formazione. Non sono ammissibili i progetti di formazione organizzati per conformarsi a normativa nazionale obbligatoria in materia di formazione.

Agevolazioni e intensità di aiuto

Le agevolazioni sono concesse nelle forme del contributo a fondo perduto e, su richiesta dell’impresa, del finanziamento agevolato, nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla disciplina europea applicabile (GBER o de minimis).

Intensità massime

La percentuale di copertura della spesa ammissibile può arrivare fino al 75%, considerando la somma di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. Le intensità specifiche dipendono dalla tipologia di progetto, dalla dimensione d’impresa e dalla localizzazione dell’investimento, secondo le maggiorazioni previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2021-2027 e dal Regolamento GBER.

Cumulo e massimali

  • Per gli aiuti GBER, l’importo massimo è determinato dagli artt. 13, 14, 17, 25, 29 e 31 del Regolamento (UE) 651/2014.
  • Per gli aiuti de minimis, il massimale complessivo è quello previsto dal Regolamento (UE) 2023/2831 (attualmente 300.000 euro per impresa su tre esercizi finanziari, salvo future modifiche).
  • In caso di superamento del massimale de minimis, l’agevolazione è riconosciuta in misura parziale nel rispetto del massimale concedibile.

Risorse disponibili e riserve

La dotazione finanziaria complessiva è di 100 milioni di euro a valere sul Fondo per la crescita sostenibile. Il decreto prevede due riserve obbligatorie:

  • 25% delle risorse (25 milioni di euro) destinato a iniziative proposte da imprese di micro e piccola dimensione;
  • 40% delle risorse (40 milioni di euro) destinato a iniziative da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna, in conformità all’art. 7-bis, comma 2, del D.L. 243/2016.

La dotazione può essere incrementata da successive assegnazioni, anche di provenienza unionale.

Gestione della misura e procedura da seguire

Soggetto gestore

L’Ufficio di riferimento è la Direzione generale per gli incentivi alle imprese del MIMIT. Per le attività di accoglienza, istruttoria, erogazione e controllo, l’amministrazione può avvalersi di enti in house o di società/enti selezionati tramite procedure di gara ai sensi del D.Lgs. 36/2023.

Presentazione della domanda

Le modalità telematiche di presentazione delle istanze saranno definite con un successivo provvedimento del MIMIT. Il decreto non fissa ancora i termini di apertura e chiusura, che saranno resi noti con apposito avviso pubblicato sul sito istituzionale e sulla piattaforma Incentivi.gov.it.

Istruttoria e concessione

L’istruttoria sarà condotta secondo i criteri del Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025) e del bando-tipo adottato con DM 18 giugno 2026. La graduatoria terrà conto di premialità (rating di legalità, certificazione della parità di genere, possesso di requisiti ambientali o sociali, etc.) e delle riserve di cui al punto 6.

Considerazioni operative per le imprese

  1. Verificare il codice ATECO: l’accesso è riservato alle PMI che svolgono almeno una delle attività dell’Allegato 1. Un’impresa che non rientra nei codici elencati non può presentare domanda.
  2. Dimensionare correttamente il progetto: l’importo deve essere compreso tra 1 e 20 milioni di euro (per i programmi congiunti, il progetto della singola PMI non può essere inferiore a 200.000 euro).
  3. Valutare la forma congiunta: l’aggregazione tra 3 e 6 PMI può consentire di raggiungere la soglia minima anche a imprese con progetti più contenuti, ma richiede una puntuale rappresentazione dei collegamenti e degli obiettivi comuni.
  4. Attendere l’avvio del programma dopo la domanda: eventuali spese sostenute prima della presentazione della domanda non sono ammissibili (la “data di avvio” è definita in modo restrittivo).
  5. Monitorare i massimali de minimis: le imprese che hanno già beneficiato di aiuti de minimis devono verificare il plafond residuo prima di presentare domanda.
  6. Preparare la documentazione per le premialità: il possesso di rating di legalità, certificazione della parità di genere e altri requisiti premiali può migliorare la posizione in graduatoria.

Sintesi finale

ElementoDettaglio
Dotazione100 milioni di euro (Fondo per la crescita sostenibile)
** Beneficiari**PMI della filiera moda (codici ATECO Allegato 1)
Importo progetti1–20 milioni di euro (singola PMI); ≥200.000 euro per PMI in forma congiunta (3–6 imprese)
Forme agevolazioneContributo a fondo perduto + finanziamento agevolato
Intensità massimaFino al 75% della spesa ammissibile
Riserve25% micro/piccole imprese; 40% Regioni del Mezzogiorno
Scadenza ultimazione36 mesi (prorogabili di 12)
Normativa di riferimentoL. 34/2026, art. 3; Reg. UE 651/2014 (GBER); Reg. UE 2023/2831 (de minimis)

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  • valutazione in merito alla prefattibilità del progetto
  • assistenza alla preparazione del piano di investimenti e della documentazione da allegare alla domanda, incluso il dialogo con i tecnici necessari per il soddisfacimento delle diverse necessità previste dal bando
  • presentazione della domanda attraverso la piattaforma informatica resa disponibile per questo bando
  • analisi dei provvedimenti successivi alla presentazione, compresi quelli relativi all”eventuale ammissione del progetto presentato alle agevolazioni richieste
  • assistenza nelle diversi fasi operative e di rendicontazione.

Per l’immagine di copertina: image by Chatgbt

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