Quando si decide di partecipare a un bando agevolativo come Resto al Sud 2.0, Autoimpiego Centro-Nord o ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, la tentazione è quella di concentrarsi quasi esclusivamente sul business plan, sui costi ammissibili e sugli indicatori di performance. È comprensibile: sono elementi visibili, misurabili e direttamente collegati all’erogazione del contributo.
Esiste, tuttavia, un prerequisito tecnico che spesso viene affrontato in modo tardivo, e che può determinare il successo o il fallimento prima ancora che l’impresa esista: il possesso delle abilitazioni tecnico-professionali.
Queste abilitazioni – come SAB, diplomi, certificazioni di responsabile tecnico, qualifiche professionali – hanno una duplice funzione:
- funzione legale: senza di esse, l’impresa, pur iscritta regolarmente al Registro delle Imprese, non può esercitare la propria attività per l’impossibilità di aprire una unità locale e, quindi, non può ricevere il finanziamento;
- funzione segnaletica: per chi valuta un progetto (funzionari degli enti erogatori, comitati di valutazione, eventuali finanziatori privati), il fatto che il proponente abbia già ottenuto le abilitazioni richieste è un indicatore concreto di determinazione, serietà e consapevolezza del settore.
Un progetto presentato con le abilitazioni già in tasca comunica implicitamente: “Ho fatto i compiti prima, conosco le regole del mio mestiere e sono pronto a partire”. Al contrario, un progetto che subordina l’ottenimento delle autorizzazioni all’erogazione del contributo appare più fragile e meno affidabile.
Questa guida illustra perché l’abilitazione è il primo vero capitolo del tuo business plan e quali sono i settori in cui è obbligatoria.
Il “semaforo” della Camera di Commercio: una condizione di accesso, non un optional
In Italia la libertà di iniziativa economica è garantita, ma per numerose attività lo stato pone una condizione preventiva: la verifica delle competenze professionali. Non si tratta di un fastidio burocratico, ma di una tutela per il mercato e per i consumatori.
Per queste attività, aprire la Partita IVA non è sufficiente. È, dunque, obbligatorio presentare al Comune di riferimento una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), allegando i titoli che attestano la propria idoneità tecnica.
Il mancato possesso dei requisiti genera rischi concreti e distinti:
| Destinatario della verifica | Conseguenza della mancanza di abilitazione |
|---|---|
| Registro delle Imprese (CCIAA) | La pratica di iscrizione viene rigettata o sospesa; l’impresa non risulta legalmente attiva. |
| Ente erogatore (es. Invitalia) | Il finanziamento può essere revocato. L’ente richiede la restituzione di eventuali anticipi già erogati. |
| Comune (SCIA) | L’attività non può iniziare. Si configura l’esercizio abusivo, con sanzioni penali e amministrative. |
In sintesi: senza abilitazione, non c’è impresa regolare. Senza impresa regolare, non c’è contributo.
Tabella di sintesi: le attività che richiedono un titolo di abilitazione professionale
Per orientare il futuro imprenditore, e che intende ottenere agevolazioni per realizzare la propria attività, ecco una panoramica aggiornata dei principali settori soggetti a verifica dei requisiti. Se, dunque, l’dea imprenditoriale da sviluppare ed agevolare rientra in uno sei settori di seguito riportati, occorre attivarsi per tempo.
| Settore di Attività | Requisito Cardine | Riferimento Normativo |
|---|---|---|
| Somministrazione (bar, ristoranti, pub) e commercio alimentare | Attestato SAB (ex REC), diploma alberghiero, o due anni di pratica documentata nel settore (*) | D.Lgs. 59/2010 |
| Impiantistica (elettricisti, idraulici, termici, installatori di impianti) | Responsabile tecnico con diploma tecnico/laurea, o esperienza certificata (es. iscrizione a ruoli professionali). | DM 37/2008 |
| Autoriparazione (meccatronica, carrozzeria, gommista, elettrauto) | Titolo di studio tecnico (es. perito) o esperienza professionale qualificata (es. periodo di lavoro nel settore). | Legge 122/1992 |
| Servizi alla persona – Estetica | Qualifica professionale regionale (terzo anno di corso) o diploma di operatore estetico. | Legge 1/1990 |
| Servizi alla persona – Acconciatura | Qualifica professionale regionale (terzo anno) o diploma di operatore del benessere. | Legge 174/2005 |
| Imprese di pulizia e disinfestazione | Requisiti di onorabilità (casellario giudiziale) + per la disinfestazione: requisiti tecnico-professionali (corsi o esperienza). | Legge 82/1994 |
| Mediazione immobiliare e agenzia d’affari | Iscrizione al ruolo dei mediatori (corso abilitante + esame CCIAA). | L. 39/1989 |
| Agenti e rappresentanti di commercio | Iscrizione al REA (corso abilitante o esame CCIAA). | L. 204/1985 |
(*) per l’esercizio di queste attività, che comportano la manipolazione di cibi, occorre anche l’HACCP; e sia SAB che HACCP possono essere detenuti sia dal titolare della ditta che opera in questi settori, sia da personale dipendente (personale preposto); e l’HACCP deve essere detenuta da tutti coloro che manipolano i cibi, pena l’assenza di certificazione da parte degli enti che monitorano questo aspetto, in genere ben chiarito con cartelli appositi di chiara lettura per la clientela
Nota: la tabella ha valore orientativo; la consultazione dello sportello imprese presso un qualsiasi ufficio della rete delle Camere di commercio chiarirà con esattezza le abilitazioni necessarie
Perché le abilitazioni contano doppiamente per i bandi agevolativi
1. Dimostrano preparazione e riducono il rischio di progetto
I bandi come ON, Resto al Sud 2.0 o Autoimpiego Centro-Nord sono gestiti da enti di rilievo come Invitalia che valutano il rischio di non corretta esecuzione. Un proponente che già possiede le abilitazioni tecniche è statisticamente meno esposto a ritardi, blocchi amministrativi o addirittura alla revoca. Per il valutatore, è un segnale che il progetto è stato pensato in modo concreto.
2. Garantiscono la “cantierabilità” immediata
Spesso i contratti di agevolazione prevedono un termine stringente per l’avvio dell’attività (es. 60 o 90 giorni dalla comunicazione di ammissione). Se in quel lasso di tempo il futuro imprenditore deve ancora frequentare un corso di 6 mesi per ottenere l’attestato SAB (per un bar o ristorante), è molto probabile che non riuscirà a rispettare i tempi. Il percorso formativo va dunque avviato ben prima di presentare la domanda.
3. Il ruolo del preposto (responsabile tecnico) deve essere stabile
In alcuni settori (es. impiantistica, somministrazione), se il titolare non possiede il requisito, è possibile nominare un preposto esterno con i titoli necessari. Tuttavia:
- l’incarico deve essere formale, con responsabilità civili e penali;
- deve essere comunicato alla Camera di Commercio;
- molti bandi agevolativi richiedono che il preposto abbia un rapporto stabile con l’impresa (dipendente, socio, collaboratore coordinato).
Un preposto “fittizio” o senza un reale legame contrattuale è motivo di revoca del finanziamento.
4. Il codice ATECO è la chiave di tutto
Prima ancora di cercare quale abilitazione ti serve, il futuro imprenditore de individuare il corretto codice ATECO per l’attività che intendi avviare. Ogni codice ATECO, infatti, “accende” o “spegne” l’obbligo di una specifica abilitazione. Due attività simili ma con codici ATECO diversi possono avere requisiti profondamente diversi.
Una verifica preliminare sul codice ATECO – magari con il supporto di un consulente – consente di:
Cosa è possibile fare prima di inviare la domanda
Se è stata programmata la partecipazione ad uno dei bandi ora consideratistai, ecco un piccolo schema operativo da seguire:
- definire con precisione l’attività che si desidera avviare (produzione, servizio, somministrazione, installazione, ecc.);
- individuare il codice ATECO principale (utile il sito dell’ISTAT ma anche chiedere alla Camera di Commercio);
- verificare se il proprio codice ATECO richiede abilitazioni (utile parlare con uno specialista in avvio di imprese, come creazionedimpresa.it, oppure con lo sportello competenze della CCIAA);
- se richiede abilitazioni, è il caso di avviare il percorso formativo o di certificazione prima di scrivere il business plan per il bando e dunque prima di fare domanda (per Resto al Sud 2.0 ed Autoimpiego Centro-Nord Italia servirà anche costituire l’impresa, duqnue i passi da fare sono essenziali);
- documentare tutto (attestati, diplomi, eventuali esperienze professionali) e conservare ogni documento in formato digitale per l’allegato alla domanda.
Conclusioni e prossimi approfondimenti
Questa breve guida ha illustrato la cornice normativa e il valore strategico delle abilitazioni professionali per chi vuole fare impresa con gli incentivi. Non si tratta solo di un obbligo legale: è il primo segnale di affidabilità che mandi agli enti che valuteranno il tuo progetto.
Tuttavia, ogni settore ha regole specifiche. I requisiti per un idraulico non sono gli stessi di un agente immobiliare o di un titolare di un centro estetico.
Nei prossimi articoli entreremo nel dettaglio dei singoli comparti, analizzando:
- come ottenere l’Attestato SAB per la ristorazione;
- come diventare responsabile tecnico ai sensi del DM 37/2008 per gli impianti;
- quali titoli servono per aprire un’attività di estetica o acconciatura;
- come gestire la figura del preposto nei bandi Invitalia.
Nota informativa importante
Le informazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Le normative, i requisiti dei bandi e le interpretazioni degli enti possono subire variazioni nel tempo.
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