N.B.: il 23 aprile 2022 è stato pubblicato il bando; a breve in questa pagina i principali contenuti della misura

Cosa sono i contratti di filiera:

  • i Contratti di Filiera e di Distretto, istituiti con la legge finanziaria del 2003 (art. 66 L. 289/2002), sono uno dei principali strumenti di sostegno alle politiche agroindustriali gestiti dall’Amministrazione centrale dello stato
  • vengono stipulati tra i soggetti della filiera agroalimentare e il Ministero per rilanciare gli investimenti nel settore agroalimentare al fine di realizzare programmi d’investimento integrati a carattere interprofessionale e aventi rilevanza nazionale
  • i contratti di filiera, partendo dalla produzione agricola, si sviluppano nei diversi segmenti della filiera agroalimentare, intesa come insieme delle fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti agricoli e agroalimentari.
  • in particolare, detti contratti si basano sulla sottoscrizione, da parte dei suoi propomotori, i seguenti accordi:
    • Accordo di filiera: accordo sottoscritto dai diversi soggetti della filiera agroalimentare e/o agroenergetica, operanti in un ambito territoriale multiregionale che individua il Soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il Programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci dei Soggetti beneficiari
    • Accordo di distretto: accordo sottoscritto dai diversi soggetti operanti nel territorio del distretto, che individua il Soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il Programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci dei Soggetti beneficiari.

Prime indicazioni sull’agevolazione: è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 marzo 2022 il Decreto del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF) relativo ai Contratti di Filiera, con il quale vengono definiti criteri, modalità e procedure per la loro attuazione previsti attraverso il sostegno del PNRR. A breve sarà pubblicato dispositivo di legge per l’attivazione della misura e la presentazione di progetti.

La misura in sintesi

I programmi agevolabili

  • possono essere ammessi alle agevolazioni i contratti di filiera che prevedono programmi con un ammontare delle spese ammissibili comprese tra 4 e 50 milioni di euro;
  • le risorse finanziarie disponibili per la concessione sono individuate a valere:
    • sul Piano nazionale per gli investimenti complementari al PiNRR per le agevolazioni in forma di contributo conto capitale;
    • sulle disponibilità del Fondo Rotativo Imprese (FRI) – secondo criteri e modalità definiti dal CIPE – per le agevolazioni concesse nella forma di finanziamento agevolato
    • a valere su ulteriori successive disponibilità del Ministero, delle Regioni e delle province autonome.

I soggetti proponenti dei contratti di filera:

a) le società cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare

b) le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore agricolo e agroalimentare

c) gli enti pubblici

d) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente

e) le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni

f) le reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni

I beneficiari delle agevolazioni:

a) le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le società cooperative e loro consorzi, nonché le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare

b) le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente

c) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali

d) gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, come definiti dal regolamento (UE) n. 702/2014, iscritti all’Anagrafe nazionale delle ricerche, istituita presso il Ministero dell’università e della ricerca

Gli interventi ammissibili

in generale sono agevolabili i seguenti interventi:

  • investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole, in relazione alla produzione agricola primaria
  • investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la loro commercializzazione
  • investimenti circa la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli
  • costi per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure
  • promozionali a favore dei produttori agricoli
  • progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo

Nello specifico si consideri quanto segue:

Per le aziende agricole impegnate nella produzione primaria:

a) migliorare le prestazioni globali e la sostenibilità dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione

b) migliorare l’ambiente naturale o le condizioni di igiene e di benessere animale, purché l’investimento in
questione vada oltre le vigenti norme dell’Unione

c) creare e migliorare l’infrastruttura connessa allo sviluppo, all’adeguamento e all’ammodernamento
dell’agricoltura, compresi l’accesso ai terreni agricoli, la ricomposizione e il riassetto fondiari,
l’approvvigionamento e il risparmio energetico e idrico

d) garantire il rispetto delle norme in vigore alle seguenti condizioni:

  • ai giovani agricoltori che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda per investimenti realizzati al fine di conformarsi alle norme dell’Unione relative alla produzione agricola, inclusa la sicurezza sul lavoro; aiuti che possono esser erogati per massimo 24 mesi dalla data di insediamento
  •  qualora il diritto dell’Unione imponga nuovi requisiti relativi alle imprese attive nella produzione agricola primaria, possono essere concessi aiuti per investimenti finalizzati a conformarsi a tali prescrizioni per un periodo massimo di 12 mesi dalla data in cui divengono obbligatorie per l’impresa interessata. L’aiuto è limitato alle PMI

Più in dettaglio, sono agevolabili le seguenti categorie di spesa:

  1. costruzione, acquisizione, incluso il leasing, o miglioramento di beni immobili (i terreni acquistati sono ammissibili solo in misura non superiore al 10% dei costi totali ammissbili dell’intervento)
  2. acquisto o noleggio con patto di riacquisto di macchinari e attrezzature, fino ad un massimo del loro valore di mercato
  3. acquisizione o sviluppo di programmi informatici, e acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali
  4. costi generali, collegati alle spese di cui ai precedenti numeri 1. e 2., come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, onorari per consulenze sulla sostenibilità ambientale ed economica brevetti, compresi gli studi di fattibilità
  5. acquisto animali da riproduzione (per un valore in misura non superiore al 30% dei costi totali ammissbili dell’intervento)

Per le aziende di trasformazione impegnate nella trasformazione di prodotti agricoli primaria e sulla loro commercializzazione:

Per questa sezione dell’intervento si segnala che non sono ammissibili investimenti relativi alla produzione di biocarburanti prodotti da colture alimentari, relativi a prodotti con restrizioni e che comportano elevato impatto ambientale e la cui eventuale ammissibilità dipende da valutazioni di impatto ambientale; inoltre non sono agevolabili investimenti in capitale circolante.

Più in dettaglio, sono agevolabili le seguenti categorie di spesa:

  1. costruzione, acquisizione, incluso il leasing, o miglioramento di beni immobili (i terreni acquistati sono ammissibili solo in misura non superiore al 10% dei costi totali ammissibili dell’intervento; non sono inoltre agevolabili costi accessori quali, ad esempio, spese generali ed oneri assicurativi)
  2. acquisto o noleggio con patto di riacquisto di macchinari e attrezzature, fino ad un massimo del loro valore di mercato
  3. costi generali, collegati alle spese di cui ai precedenti numeri 1. e 2., come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, onorari per consulenze sulla sostenibilità ambientale ed economica brevetti, compresi gli studi di fattibilità
  4. acquisizione o sviluppo di programmi informatici, e acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali

Inoltre gli interventi ammissibili possono riguardare una o più unità produttive relative ad uno stesso soggetto beneficiario

Le agevolazioni concedibili

Per gli investimenti nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria e per la trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione sono previsti contributi a fondo perduto ed il ricorso allo strumento del FRI (Fondo Rotativo Imprese), che prevede l’erogazione di un finanziamento agevolato (con risorse CDP, Cassa Depositi e Prestiti) ed uno bancario, di pari importo e di pari durata, con durata massima di 15 anni, ed il tasso praticato per la sezione agevolata del finanziamento è pari allo 0,50% annuo.

I contributi a fondo perduto sono riconosciuti:

  • fino al 50% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione
  • fino al 40% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni

E’ inoltre prevista l’immissione, da parte dei soggetti richiedenti, di mezzi propri e/o risorse finanziarie a debito prive di sostegno pubblico per almeno il 25% del valore degli investimenti agevolabili.

Non possono essere presentati progetti nei seguenti ambiti:

a) attività e attivi connessi ai combustibili fossili, compreso l’uso a valle;
b) attività e attivi nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;
c) attività e attivi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico;
d) attività e attivi nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente.

Presentazione delle domande, le fasi di istruttoria, la firma del Contratto di Filiera, l’erogazione delle agevolazioni

  • il soggetto proponente che intende richiedere le agevolazioni previste dal Decreto in esame deve preventivamente trasmettere al MIPAAF apposita domanda di accesso, sottoscritta digitalmente secondo il modello previsto che sarà allegato ai provvedimenti, predisposto dal Ministero e disponibile sul sito internet del Ministero stesso
  • alla domanda dovranno essere allegati il programma del contratto di filiera, la descrizione degli elementi e le informazioni relative all’intero programma del contratto di filiera e ai soggetti beneficiari in esso coinvolti
  • si prevede che vengano inoltre annessi alla domanda la scheda sintetica del progetto contenente l’elenco dettagliato degli investimenti e le spese ammissibili inerenti a ciascun intervento previsto nonché le fonti di finanziamento utilizzate
  • la domanda dovrà essere altresì corredata delle dichiarazioni del soggetto beneficiario relative alla disponibilità degli immobili (suolo e fabbricati) ove sarà realizzato il progetto e l’attestazione della regolarità di suolo e immobili interessati dall’intervento
  • il Ministero, entro 30 giorni dal ricevimento della domanda di accesso alle agevolazioni, accetta la completezza e la regolarità della domanda stessa, nonché la sussistenza delle condizioni di ammissibilità
  • si prevede che entro 60 giorni il Ministero e il soggetto proponente sottoscrivano il contratto di filiera, nel quale sono indicati gli impegni, gli obblighi, le modalità di erogazione delle agevolazioni, le modalità di revoca, gli obblighi connessi al monitoraggio e di controllo ispettivo; l’efficacia del contratto di filiera è condizionata alla effettiva esibizione, entro il termine massimo di 120 giorni dalla sottoscrizione, della documentazione che attesti il rilascio delle concessioni, delle autorizzazioni, delle licenze e nulla osta delle competenti pubbliche amministrazioni necessarie alla realizzazione dei progetti ammessi alle agevolazioni
  • la comunicazione dell’intervenuta efficacia del contratto di filiera deve essere comunicata dal Ministero al soggetto proponente ed eventualmente alle banche finanziatrici
  • l’erogazione del contributo in conto capitale avviene successivamente alla stipula del contratto di filiera o, nel caso di richiesta di finanziamento, dopo la stipula del contratto di finanziamento; le quote vengono erogate per stato di avanzamento della spesa e sono subordinate all’effettiva realizzazione della corrispondente parte degli interventi reputati ammissibili; la prima quota, fino al limite massimo del 40%, può essere erogata su richiesta, a titolo di anticipazione, previa presentazione di fedejussione bancaria o assicurativa irrevocabile.

Se desideri presentare un progetto con l’assistenza di creazionedimpresa.it srls:

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oppure invia una mail a info@creazionedimpresa.it, oggetto: MIPAAF | ContrattI di filiera

Comments (2)

  1. Giuseppe
    19 Maggio 2022

    Può accedere al contratto di filiera ed al relativo finanziamento un imprenditore agricolo (con partita IVA ed iscrizione alla CCIAA e non iscritto alla previdenza agricola) per l’acquisto di attrezzature agricole e realizzazione di opere (capannone per ricovero attrezzature e derrate agricole, oltre che fare drenaggi e lavori di miglioramento dei terreni agricoli).
    Possono essere considerati nel progetto di finanziamento gli acquisti di attrezzature nuove già effettuati in questo anno.

    • Giuseppe
      19 Maggio 2022

      Può accedere al contratto di filiera ed al relativo finanziamento un imprenditore agricolo (con partita IVA ed iscrizione alla CCIAA e non iscritto alla previdenza agricola) per l’acquisto di attrezzature agricole e realizzazione di opere (capannone per ricovero attrezzature e derrate agricole, oltre che fare drenaggi e lavori di miglioramento dei terreni agricoli).
      Possono essere considerati nel progetto di finanziamento gli acquisti di attrezzature nuove già effettuati in questo anno.

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