L’Avviso pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 31 del 16 aprile 2026 disciplina il Nuovo Fondo Piccolo Credito (NFPC) – Sezione Ordinaria, uno strumento che consentirà l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato ad imprese già attive, con particolare attenzione verso le imprese che trovano difficoltà nell’accesso al credito. Lo strumento è attuato nell’ambito del Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027, con cofinanziamento del POC Lazio 2014-2020 e dei rientri degli strumenti finanziari del periodo 2014-2020, con una dotazione finanziaria complessiva di 51.768.384,79. euro. L’obiettivo del Fondo è, dunque, quello di ridurre il fallimento del mercato del credito per le micro, piccole e medie imprese (MPMI) con fabbisogni di importo contenuto, concedendo direttamente prestiti a tasso zero.
I beneficiari
Possono presentare domanda le MPMI (micro, piccole e medie imprese) e i liberi professionisti, come definiti nell’Appendice 1 dell’Avviso. Per “Impresa” si intende qualsiasi entità che eserciti un’attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica, inclusi consorzi e reti di imprese con personalità giuridica.
Alla data di presentazione della domanda, le imprese richiedenti devono possedere diversi requisiti (articolo 4 e nell’Appendice 2 dell’Avviso), tra i quali:
- regolarità contributiva (DURC)
- assenza di protesti e di iscrizioni pregiudizievoli (salvo quelle volontariamente concesse)
- non aver subito nell’ultimo anno la revoca per inadempimento di finanziamenti o affidamenti bancari
- non essere un’Impresa in Difficoltà (come definita all’articolo 2, comma 18 del Regolamento generale di esenzione)
- non essere in stato di liquidazione giudiziale, liquidazione controllata, né aver presentato domanda di accesso agli strumenti di regolazione della crisi (D.Lgs. n. 14/2019)
- i legali rappresentanti non devono avere condanne per reati che compromettano la condotta professionale, frode, corruzione, partecipazione a organizzazione criminale, false dichiarazioni
- non aver ricevuto aiuti in violazione delle norme sul cumulo de minimis
- non aver reso dichiarazioni mendaci in precedenti procedimenti di agevolazione con conseguente decadenza nei due anni precedenti
- rispetto della clausola anti-pantouflage (nessun incarico o contratto con ex dipendenti della Regione Lazio, Lazio Innova, BNL o Mediocredito Centrale nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto)
- laddove tenuti, possesso della polizza assicurativa catastrofale (legge 213/2023) in corso di validità.
I richiedenti devono avere una sede operativa nel Lazio (o impegnarsi ad aprirla entro la sottoscrizione del contratto) ed esercitare un’attività rientrante nei codici ATECO 2025 ammessi. Sono escluse le attività agricole, della pesca e dell’acquacoltura (sezione A).
Codici ATECO 2025 ammessi (come indicati all’articolo 4 dell’Avviso):
- B – Attività estrattive
- C – Attività manifatturiere
- D – Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
- E – Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento
- F – Costruzioni
- G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio
- H – Trasporto e magazzinaggio
- I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione
- J – Attività editoriali, trasmissioni radiofoniche e produzione e distribuzione di contenuti
- K – Telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica, infrastrutture informatiche e altre attività dei servizi di informazione
- L – Attività finanziarie e assicurative
- M – Attività immobiliari
- N – Attività professionali, scientifiche e tecniche
- O – Attività amministrative e di servizi di supporto
- P – Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
- Q – Istruzione e formazione
- R – Attività per la salute umana e di assistenza sociale
- S – Attività artistiche, sportive e di divertimento
- T – Altre attività di servizi
- U – Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni e servizi indifferenziati per uso proprio
- V – Attività di organizzazioni ed organismi extraterritoriali.
Ogni richiedente può presentare una sola domanda sul NFPC. È possibile presentare una seconda domanda solo se la prima è stata oggetto di diniego per motivi risolvibili (es. regolarità contributiva) oppure se il progetto finanziato con il primo finanziamento è stato già completato. Non si possono ottenere più di due finanziamenti a valere sul NFPC.
Natura e misura del finanziamento
Come previsto nell’articolo 5 dell’Avviso, il finanziamento agevolato ha le seguenti caratteristiche:
- importo minimo: euro 10.000,00
- importo massimo: euro 50.000,00
- durata: 60 mesi, incluso un periodo di preammortamento obbligatorio di 12 mesi
- tasso di interesse: zero
- tasso di interesse di mora: 2% annuo in caso di ritardato pagamento
- rimborso: a rata mensile costante posticipata
- assenza di garanzie.
Il finanziamento non può essere destinato al rimborso di altri debiti finanziari né a mera liquidità.
Progetti ammissibili
L’articolo 6 dell’Avviso stabilisce che il valore del progetto deve essere almeno pari a euro 10.000,00. I progetti devono rispettare il principio DNSH (non arrecare danno significativo all’ambiente) e non rientrare nelle Attività Escluse elencate nell’Appendice 1 (tra cui: nucleare, tabacco, discariche, investimenti in combustibili fossili salvo eccezioni).
I progetti devono dunque prevedere le seguenti spese:
- investimenti in attivi materiali (macchinari, impianti, attrezzature) e immateriali (software, licenze, brevetti)
- spese per consulenze strettamente funzionali al progetto
- capitale circolante nella misura necessaria alla realizzazione del progetto
- locazione e/o opere per adeguamento funzionale e ristrutturazione della sede operativa, purché l’immobile sia nella disponibilità dell’impresa (proprietà, diritto reale di godimento, locazione commerciale registrata)
- acquisto di mezzi targati destinati a uso strumentale nell’attività imprenditoriale (es. trasporto merci, personale, clienti, fornitori).
Precisazioni:
- gli investimenti in combustibili fossili (incluse auto ibride) sono finanziati esclusivamente con risorse POC 14-20 e risorse regionali fino a esaurimento
- i mezzi a trazione elettrica possono essere finanziati con fondi FESR
- l’IVA è ammissibile se dovuta al fornitore
- i beni usati sono ammissibili a condizione che non siano acquistati da Parti Correlate
- non sono ammissibili investimenti già oggetto di altri sostegni pubblici, salvo dimostrazione del rispetto dei limiti di cumulo.
Spese non ammissibili (articolo 6):
- spese fatturate prima della data di presentazione della domanda
- spese sostenute nei confronti di Parti Correlate
- investimenti realizzati tramite locazione finanziaria o acquisto con patto di riservato dominio
- lavori in economia
- acquisizione di azioni o quote di impresa
- interessi passivi
- spese non tracciabili (sono ammessi solo pagamenti tracciabili: bonifico, home banking; esclusi i contanti)
- commissioni per operazioni finanziarie, perdite di cambio, oneri finanziari
- beni ad uso promiscuo
- ammende, penali, spese di rappresentanza, avviamento
Gestore del Fondo
Come indicato all’articolo 3 dell’Avviso, la gestione è affidata al Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito tra Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. (mandataria) e Medio Credito Centrale S.p.A. (mandante). Il Gestore svolge l’istruttoria, valuta il merito di credito, concede il finanziamento, eroga le somme e gestisce i rapporti con i beneficiari.
Modalità e termini di presentazione di domande per l’accesso alle risorse del Fondo
Le domande (articolo 7 dell’Avviso) di accesso al fondo devono essere presentate esclusivamente tramite il portale http://www.farelazio.it, utilizzando la modulistica ufficiale. È richiesta la firma digitale del legale rappresentante (o del procuratore) su tutti i documenti che la compongono. La data della domanda coincide con la data di protocollo sul portale.
Le domande sono istruite in ordine cronologico di presentazione (procedura a sportello). Le risorse sono assegnate fino a esaurimento.
Documentazione obbligatoria
L’articolo 8 dell’Avviso richiede, a corredo della domanda, i seguenti documenti:
- business plan su un orizzonte temporale di almeno 2 anni, che illustri l’attività, individui il fabbisogno finanziario legato al progetto e evidenzi le capacità tecniche, organizzative e l’esperienza nel settore, nonché le previsioni di fatturato, costi di funzionamento e investimenti
- relazione descrittiva del progetto (può essere integrata nel business plan), con stima dei costi, dettaglio degli investimenti, spese per consulenze, capitale circolante
- polizza catastrofale in corso di validità (per i soggetti obbligati)
- dichiarazione circa l’utilizzo di eventuali mezzi targati come bene strumentale
- dichiarazione di rispetto del principio DNSH (modello allegato)
- dichiarazione relativa alle dimensioni di impresa e agli aiuti de minimis
- dichiarazione del titolare effettivo (D.Lgs. 231/2007) con copia del documento d’identità
- documentazione per la valutazione del merito creditizio:
- per società di capitali: ultimi due bilanci chiusi e depositati (nota integrativa, rendiconto finanziario, relazione sulla gestione e del collegio sindacale se disponibili)
- per imprese in contabilità ordinaria non obbligate al bilancio: ultime due dichiarazioni dei redditi e situazioni contabili
- per imprese in contabilità semplificata e liberi professionisti: ultime due dichiarazioni dei redditi, situazioni contabili, modello unico dei soci o del titolare
- per tutte: conto economico preconsuntivo aggiornato a data non anteriore a quattro mesi dalla domanda; conto economico previsionale; elenco dei debiti finanziari a medio termine
- per liberi professionisti: dichiarazione di inizio attività (modello AA9/10) e cassetto fiscale aggiornato
- procura (anche scrittura privata) in caso di domanda tramite procuratore
- dichiarazione conflitti di interessi e clausola anti-pantouflage
- documentazione attestante i poteri di straordinaria amministrazione per le società, se non risultanti dal Registro delle Imprese.
Il possesso dei requisiti è attestato mediante dichiarazioni rese ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. 445/2000. Il Gestore può verificarne la veridicità anche successivamente all’erogazione. Dichiarazioni mendaci comportano la decadenza dai benefici e sanzioni penali (articoli 75 e 76 del D.P.R. 445/2000, modificati dall’articolo 264 del D.L. 34/2020).
Istruttoria, concessione e tempi
Le domande sono istruite in ordine cronologico. L’istruttoria accerta la completezza della documentazione, la sussistenza dei requisiti, la validità tecnica, economica e finanziaria del progetto, il merito di credito e la capacità di rimborso.
La valutazione del merito creditizio è effettuata dal Gestore secondo la propria professionalità ed esperienza e non è sindacabile. Il Gestore può richiedere integrazioni documentali, da inviare entro 15 giorni.
L’articolo 11 prevede che le richieste siano deliberate entro 30 giorni dalla presentazione (15 giorni aggiuntivi in caso di verifiche a campione). La comunicazione di concessione o diniego è inviata tramite il portale entro 5 giorni dalla delibera.
Il richiedente può presentare controdeduzioni entro 10 giorni.
Sottoscrizione del contratto ed erogazione
Come disposto dall’articolo 12, entro 10 giorni dalla comunicazione di concessione, il Gestore predispone sul portale il contratto di finanziamento sottoscritto digitalmente dal Gestore. Il beneficiario ha l’obbligo di sottoscrivere e caricare il contratto entro 15 giorni. La mancata sottoscrizione comporta la revoca.
Prima dell’erogazione, il Gestore verifica la regolarità contributiva, i poteri di firma, l’apertura della sede operativa (se condizionale). In caso di esito negativo, il beneficiario ha 45 giorni per regolarizzarsi, pena decadenza. In caso di esito positivo, l’erogazione avviene in un’unica soluzione entro 10 giorni dalla stipula.
Realizzazione del progetto e rendicontazione
L’articolo 13 stabilisce che il progetto deve essere realizzato entro 12 mesi dalla data di erogazione. È possibile richiedere una sola proroga di massimo 3 mesi, presentando istanza motivata entro 45 giorni prima della scadenza, solo per eventi eccezionali e non prevedibili.
Secondo l’articolo 14, la rendicontazione va presentata entro il mese successivo ai 12 mesi (o alla proroga) tramite la piattaforma, sotto forma di relazione conclusiva con dichiarazione sostitutiva di atto notorio. In caso di mancata rendicontazione, il Gestore assegna un termine di 30 giorni; decorso inutilmente, si applica la decadenza.
Il Gestore può effettuare verifiche in loco. Se il progetto è realizzato per un importo inferiore a quello ammesso ma comunque organico e funzionale, l’aiuto viene rideterminato. È tollerata una realizzazione non inferiore al 70% dell’importo ammesso; una realizzazione inferiore è ammessa solo se la parte realizzata costituisce un lotto funzionale autonomo.
Decadenza e revoca
L’articolo 16 elenca le cause di decadenza, tra cui: dichiarazioni false, mancata sottoscrizione del contratto, venir meno dei requisiti, cessazione dell’attività, realizzazione del progetto con gravi difformità o in misura inferiore alla soglia minima, mancata rendicontazione, mancato pagamento di sei rate, trasferimento della sede fuori dal Lazio entro 5 anni dal completamento, alienazione dei beni agevolati nei tre anni successivi alla rendicontazione.
In caso di revoca totale, il beneficiario deve restituire il capitale residuo e l’aiuto (ESL) già goduto. Per il trasferimento della sede extra UE/SEE è prevista una sanzione amministrativa pari al doppio dell’aiuto e il divieto di accesso ad altri incentivi per cinque anni.
L’articolo 17 prevede la possibilità di richiedere un “recupero bonario” (dilazione fino a 12 mesi) o un rimborso a saldo e stralcio, purché sia recuperato l’intero capitale.
Modifiche del progetto e della sede
L’avviso (articolo 18) consente variazioni del progetto, da presentare al momento della rendicontazione, a condizione che siano rispettati i limiti di importo, le finalità e la percentuale minima di realizzazione (70% o lotto funzionale autonomo). Un aumento dell’importo del progetto non comporta un incremento del finanziamento.
Se la sede operativa viene modificata entro 5 anni dal completamento, l’articolo 19 richiede comunicazione entro 30 giorni a mezzo PEC. Se la nuova sede non rispetta i requisiti, il Gestore dispone la revoca.
Modifica del piano di ammortamento
In caso di difficoltà nel rimborso, l’articolo 20 consente al beneficiario di richiedere una sola volta una rimodulazione delle rate o un rimborso a saldo e stralcio, da presentare a mezzo PEC. Il Gestore verifica i requisiti e può accogliere la richiesta se consente il recupero integrale del capitale.
FAQ Nuovo Fondo Piccolo Credito
1. Soggetti beneficiari e requisiti essenziali
Possono presentare domanda le MPMI (micro, piccole, medie imprese) e i liberi professionisti con sede operativa nel Lazio (o che si impegnino ad aprirla entro la stipula del contratto).
Requisiti principali (art. 4 e Appendice 2 dell’Avviso):
- Regolarità contributiva (DURC);
- Assenza di protesti e iscrizioni pregiudizievoli (salvo volontarie);
- Non essere “impresa in difficoltà” (definizione Regolamento UE);
- Nessuna procedura concorsuale o liquidazione;
- Legali rappresentanti senza condanne per frode, corruzione, reati professionali;
- Possesso della polizza catastrofale (legge 213/2023) per i soggetti obbligati;
- Attività rientrante nei codici ATECO 2025 ammessi (escluse agricoltura, pesca).
Ogni impresa può ottenere al massimo due finanziamenti a valere sul NFPC.
2. Importo, durata e condizioni del finanziamento
Il finanziamento agevolato (art. 5) presenta le seguenti caratteristiche:
- Importo: da € 10.000 a € 50.000
- Durata: 60 mesi (inclusi 12 mesi di preammortamento obbligatorio)
- Tasso interesse: 0%
- Tasso di mora: 2% annuo
- Rimborso: rata mensile costante posticipata
- Garanzie: nessuna garanzia richiesta
- Erogazione: in un’unica soluzione, dopo stipula contratto
Il prestito non può essere destinato al rimborso di altri debiti finanziari né a mera liquidità.
3. Progetti ammissibili e spese finanziabili
Il progetto deve avere valore minimo di € 10.000, rispettare il principio DNSH (nessun danno ambientale significativo) e non rientrare nelle “Attività Escluse” (art. 6 e Appendice 1).
Spese ammissibili:
- Macchinari, impianti, attrezzature (nuovi o usati, se usati non da parti correlate);
- Veicoli strumentali all’attività (elettrici con fondi FESR; a combustione fossile solo con risorse POC/regionali fino a esaurimento);
- Locazione e ristrutturazione funzionale della sede operativa (se nella disponibilità dell’impresa);
- Spese di consulenza direttamente collegate al progetto;
- Capitale circolante funzionale all’investimento.
Non ammissibili: fatture antecedenti la domanda, leasing finanziario, lavori in economia, interessi passivi, operazioni con parti correlate, pagamenti in contanti, beni ad uso promiscuo, spese di rappresentanza, avviamento.
4. Presentazione della domanda: modalità e tempistiche
La domanda va presentata esclusivamente tramite il portale http://www.farelazio.it, con firma digitale del legale rappresentante o procuratore (art. 7). Procedura a sportello (ordine cronologico di arrivo) fino a esaurimento risorse.
Il Gestore (RTI BNL – Medio Credito Centrale) delibera entro 30 giorni dalla presentazione (15 gg aggiuntivi in caso di verifiche a campione). Comunicazione esito entro 5 giorni. Il contratto va sottoscritto digitalmente entro 15 giorni dal caricamento in piattaforma.
L’Avviso è pubblicato sul BURL n. 31 del 16/04/2026. Le date di apertura e chiusura sono definite nell’Avviso stesso.
5. Documentazione obbligatoria a corredo
Alla domanda va allegata la seguente documentazione (art. 8):
- Business plan (almeno 2 anni) e relazione descrittiva del progetto;
- Polizza catastrofale (per i soggetti obbligati);
- Dichiarazione DNSH, dichiarazione de minimis e dimensioni impresa;
- Dichiarazione del titolare effettivo (D.Lgs. 231/2007) + copia documento identità;
- Bilanci / dichiarazioni dei redditi (ultimi due esercizi), conto economico preconsuntivo e previsionale, elenco debiti a medio termine;
- Per liberi professionisti: modello AA9/10 e cassetto fiscale;
- Procura (se domanda tramite procuratore), dichiarazione conflitti d’interessi e clausola anti‑pantouflage;
- Documentazione attestante i poteri di straordinaria amministrazione (se non risultanti dal Registro Imprese).
Tutte le dichiarazioni sono rese ai sensi del D.P.R. 445/2000. Dichiarazioni mendaci comportano decadenza biennale e sanzioni penali.
6. Realizzazione del progetto e rendicontazione
Il progetto deve essere realizzato entro 12 mesi dall’erogazione del finanziamento (art. 13). È ammessa una sola proroga di massimo 3 mesi, per eventi eccezionali e imprevedibili, da richiedere almeno 45 giorni prima della scadenza.
La rendicontazione va presentata entro il mese successivo al termine dei 12 mesi (o della proroga) tramite il portale farelazio.it, mediante relazione conclusiva in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio (art. 14). Il Gestore può effettuare verifiche in loco.
È tollerata una realizzazione non inferiore al 70% dell’importo ammesso; una realizzazione inferiore è ammessa solo se la parte realizzata costituisce un lotto funzionale autonomo.
7. Cause di decadenza e revoca dell’agevolazione
L’agevolazione decade (art. 16) in presenza di:
- Dichiarazioni false, mendaci o reticenti;
- Mancata sottoscrizione del contratto o mancata rendicontazione;
- Perdita dei requisiti (es. cessazione attività, trasferimento sede fuori Lazio entro 5 anni dal completamento);
- Realizzazione del progetto con gravi difformità o in misura inferiore al 70% (senza lotto funzionale);
- Mancato pagamento di sei rate;
- Alienazione dei beni agevolati nei 3 anni successivi alla rendicontazione finale.
La revoca totale comporta la restituzione del capitale residuo e dell’aiuto (ESL) già goduto. Per trasferimento in Paesi extra‑UE/SEE è prevista una sanzione pari al doppio dell’aiuto e divieto di accesso ad altri incentivi per 5 anni.
8. Modifiche consentite (progetto, sede, piano di rimborso)
Modifica del progetto (art. 18): le variazioni vanno presentate al momento della rendicontazione. L’importo del finanziamento non può aumentare. È necessario rispettare la soglia minima di realizzazione (70% o lotto autonomo).
Modifica della sede operativa (art. 19): va comunicata entro 30 giorni a mezzo PEC all’indirizzo comunicazioni@pec.farelazio.it. Se la nuova sede non rispetta i requisiti, il Gestore dispone la revoca.
Modifica del piano di ammortamento (art. 20): in caso di difficoltà nel rimborso, il beneficiario può richiedere una sola volta una rimodulazione delle rate o un rimborso a saldo e stralcio, purché sia garantito il recupero integrale del capitale.
Se desideri essere ricevere consulenza da creazionedimpresa.it per la presentazione di un progetto nell’ambito di questo incentivo
clicca qui per contattarci via whatsapp (indicando in chat l’argomento di interesse), oppure “interroga” il nostro servizio AI (in basso a sinistra della pagina)
oppure invia una mail a info@creazionedimpresa.it, oggetto: REGIONE LAZIO – NUOVO FONDO PICCOLO CREDITO 2026
E se può aiutarti, scarica il questionario per i tuoi fabbisogni di investimento, che potrai trasmetterci all’indirizzo mail prima indicato o anche via whatsapp.
Più in dettaglio, la consulenza di creazionedimpresa.it srls si occuperà dei seguenti aspetti:
- valutazione in merito alla prefattibilità del progetto
- assistenza alla preparazione del piano di investimenti e della documentazione da allegare alla domanda, incluso il dialogo con i tecnici necessari per il soddisfacimento delle diverse necessità previste dal bando
- presentazione della domanda attraverso la piattaforma informatica resa disponibile per questo bando
- analisi dei provvedimenti successivi alla presentazione, compresi quelli relativi all”eventuale ammissione del progetto presentato nell’ambito di questo strumento
- assistenza nelle diversi fasi operative previste da questo strumento di finanza alternativa.
© Riproduzione riservata: articolo ripubblicabile solo indicando con chiarezza la provenienza da www.creazionedimpresa.it e dunque non utilizzabile oscurando / omettendo tale appartenenza
image by freepik