L’incentivo in sintesi – (BANDO CHIUSO) La legge 181/89 è l’incentivo per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore. Finanzia iniziative imprenditoriali per rivitalizzare il sistema economico locale e creare nuova occupazione, attraverso progetti di ampliamento, ristrutturazione e riqualificazione.
Programmi agevolabili dalla misura – Gli incentivi previsti dalla legge 181/89 finanziano programmi di investimento produttivo e/o di tutela ambientale, eventualmente completati dai seguenti progetti:
- per l’innovazione dell’organizzazione e/o di processo;
- di ricerca industriale e/o di sviluppo sperimentale;
- per la formazione del personale
Più in dettaglio, sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento produttivo e/o i programmi di investimento per la tutela ambientale. A completamento dei predetti programmi di investimento sono, altresì agevolabili, per un ammontare non superiore al 40% del totale degli investimenti (produttivi e/o di tutela ambientale ammissibili):
- i progetti per l’innovazione dell’organizzazione [L’insieme di nuovi metodi organizzativi nelle attività commerciali, nell’organizzazione del luogo di lavoro o nelle relazioni esterne di un’impresa; per approfondimenti: punto 3, lettera “l” ed al punto 5.5 della Circolare 16 giugno 2022 n. 237343]
- (per un ammontare non superiore al 20% degli investimenti ammissibili produttivi e/o di tutela ambientale ammissibili), i progetti per la formazione del personale [ovvero tutte quelle azioni finalizzate a promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale dei lavoratori e devono essere -complementari ai programmi di investimento produttivo e/o ambientale; per approfondimenti: punto 3, lettera “a” ed al punto 5.5 della Circolare 16 giugno 2022 n. 237343]
- per programmi di investimento (produttivi e/o di tutela ambientale ammissibili) superiori a 5 milioni di euro sono agevolabili anche progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale.
Su questi punti si veda approfondimento con questo link.
Valore dei progetti agevolabili: i programmi di investimento devono prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a 1 milione di euro. Nel caso di programma d’investimento presentato nella forma del contratto di rete, i singoli programmi d’investimento delle imprese partecipanti alla rete devono prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a 400.000 euro. Un contratto di rete deve pertanto prevedere spese minime complessive pari ad 1,2 milioni di euro.
I destinatari della misura – L’incentivo è rivolto alle imprese costituite in società di capitali, comprese le società cooperative e le società consortili. Tra i soggetti beneficiari anche le reti di impresa. In particolare, il Contratto di rete è disciplinato dall’art. 3, co. 4 ter, D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con L. 9 aprile 2009, n. 33) e successive modifiche ed integrazioni (http://contrattidirete.registroimprese.it/reti/). Ai fini del presente strumento agevolativo, il contratto di rete deve configurare una collaborazione effettiva, stabile e coerente rispetto all’articolazione delle attività, finalizzata alla realizzazione del progetto proposto. Sono anche ammissibili i contratti di rete stipulati da imprese che concorrono alla creazione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione di un unico prodotto o servizio, ciascuna per un determinato ambito di attività (c.d. aggregazioni di filiera). Infine, in caso di presentazione della domanda di agevolazione ai sensi della presente misura da parte di una rete tra imprese, il contratto di rete deve essere composto da un numero minimo di 3 imprese e fino ad un massimo di 6.
Procedure semplificate: sono previste per investimenti di piccole imprese inferiori a 1,5 milioni di euro
I comuni interessati dalla misura:
Emilia-Romagna
Provincia di Ferrara:
Argenta (limitatamente alla frazione di Campotto e Lavezzola).
Provincia di Bologna:
Bologna (limitatamente alla frazione di Paleotto), Borgo Tossignano, Budrio (limitatamente alla frazione di Prunaro, Vedrana e Vigorso), Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo di Bologna (limitatamente alla località di capoluogo ovest), Castel Maggiore (limitatamente alla frazione di Castello), Castel San Pietro Terme (limitatamente alle frazioni di Gaiana e Montecalderaro, Molino Nuovo e Gallo Bolognese, capoluogo parco Lungo Sillaro), Castenaso (limitatamente alla frazione di Fiesso, Laghetti Madonna di Castenaso, XXV Aprile), Dozza (limitatamente al capoluogo), Fontanelice, Imola (limitatamente alle frazioni di San Prospero, Giardino, Spazzate Sassatelli, Sasso Morelli, Montecatone, Ponticelli, Pieve di Sant’Andrea, Sesto Imolese, Ponte Massa, Tremonti, Autodromo Codrignanese), Loiano, Medicina (limitatamente alle frazioni di Villa Fontana, Sant’Antonio, Portonovo, Fiorentina, Buda, Fossatone, Crocetta, Fantuzza, Ganzanigo, San Martino, Via Nuova), Molinella (limitatamente alle frazioni di Selva Malvezzi e San Martino in Argine), Monghidoro, Monte San Pietro (limitatamente alle frazioni di Monte San Giovanni, Calderino, Loghetto, Amola), Monterenzio, Monzuno, Mordano, Ozzano dell’Emilia (limitatamente alle frazioni di Quaderna zona industriale, Ciagniano, Settefonti, Montearmato, Cà del Rio, Molino del Grillo, Noce Mercatale), Pianoro (limitatamente alle frazioni di Paleotto, Botteghino, Livergnano), San Benedetto Val di Sambro (limitatamente alle frazioni di Bacucco, Ca’ Nova Galeazzi e Molino della Valle), San Lazzaro di Savena (limitatamente alle frazioni di Ponticella, Farneto, Pizzocalvo, Borgatella di Idice e Cicogna), Sasso Marconi (limitatamente alle frazioni di Mongardino e Tignano), Valsamoggia (limitatamente alle frazioni di Savigno, Monteveglio e Castello di Serravalle).
Provincia di Forlì-Cesena:
Bagno di Romagna, Bertinoro, Borghi, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cesena, Cesenatico, Civitella di Romagna, Dovadola, Forlì, Forlimpopoli, Galeata, Gambettola, Gatteo, Longiano, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana, Montiano, Portico e San Benedetto, Predappio, Premilcuore, Rocca San Casciano, Roncofreddo, San Mauro Pascoli, Santa Sofia, Sarsina, Savignano sul Rubicone, Sogliano al Rubicone, Tredozio, Verghereto.
Provincia di Ravenna:
Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Cervia, Conselice, Cotignola, Faenza, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Ravenna, Riolo Terme, Russi, Sant’Agata sul Santerno, Solarolo.
Provincia di Rimini:
Montescudo, Casteldelci, Sant’Agata Feltria, Novafeltria, San Leo.
Marche:
Provincia di Pesaro e Urbino
Fano, Gabicce Mare, Monte Grimano Terme, Montelabbate, Pesaro, Sassocorvaro Auditore, Urbino.
Toscana:
Provincia di Firenze
Firenzuola, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Londa.
(Il Comune in grassetto ricade nell’area ex art. 107.3 c) del TFUE, individuate nella Carta degli aiuti di stato a finalità regionale 2022-2027 – C(2023) 8654 FINAL del 18/12/2023)
Le agevolazioni previste – Le agevolazioni possono coprire fino ad un massimo del 75% delle spese ammissibili e possono essere erogate in forma di:
- contributo in conto impianti (a fondo perduto), ovvero contributo per l’acquisto di investimenti in beni sia materiali che immateriali, come attrezzature, macchinari, impianti, opere murarie, software, brevetti, spese tecniche
- contributo alla spesa (a fondo perduto), concesso sulle spese da sostenere per un progetto per l’innovazione dell’organizzazione, sulle spese di consulenza sostenute da PMI o sulle spese per la formazione del personale. Generalmente esso è riconosciuto nella misura massima del 50% della spesa ammessa. Nel caso di progetti di innovazione dell’organizzazione presentati da Grandi imprese esso è pari al massimo al 15% delle spese ammesse.
- mutuo agevolato.
Più in dettaglio, le agevolazioni riconosciute sono attualmente:
- un finanziamento agevolato non inferiore al 20% degli investimenti ammissibili. La restituzione deve avvenire in massimo 10 anni (8 anni in caso di utilizzo del regime di cui alla sezione 3.13 del TF), a cui si aggiunge un periodo di preammortamento massimo di 3 anni;
- un contributo in conto impianti ed un contributo diretto alla spesa determinati nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento GBER ed entro i limiti previsti dalla normativa nazionale, nei limiti delle intensità di contributo di seguito riportate;
- complessivamente le agevolazioni non possono superare il 75% dell’intero programma ammissibile.
Le intensità di aiuto: da verificare in funzione di ciascun comune interessato dai programmi da realizzare
Alcune indicazioni di rilievo:
- ciascuna impresa può presentare un solo progetto, sia individualmente che come partecipante ad una rete di imprese
- non è necessario disporre, al momento della domanda di agevolazione, di una sede operativa in uno dei comuni destinatari di questa misura
- possono presentare domanda di agevolazione esclusivamente società di capitali
- i consorzi non possono presentare domanda di agevolazioni
- la dimensione dell’impresa richiedente si basa sull’ultimo bilancio depositato prima della domanda di agevolazione
- quando un programma di investimento prevede un importo di spesa complessiva pari o superiore a 10 milioni di euro e un significativo impatto occupazionale, esso può essere oggetto, su richiesta del soggetto richiedente, di Accordo di Sviluppo tra il Ministero, l’Agenzia e l’impresa proponente e alle Regioni, qualora intervengano nel cofinanziamento del programma, oltre ad eventuali altre amministrazioni interessate; la rilevanza strategica di tali programmi è verificata dal Soggetto gestore che, valuta, oltre al rilevante incremento occupazionale, la sussistenza di almeno uno dei seguenti requisiti:
- a) capacità di attrazione degli investimenti esteri. A tal fine i programmi di sviluppo devono essere proposti da imprese estere ovvero da imprese italiane controllate da soci esteri (persone fisiche o giuridiche che detengano oltre il 50% del capitale sociale dell’impresa controllata); in casi particolari, quali quelli di società quotate, potrà essere considerata anche una quota di possesso inferiore purché tale quota assicuri il controllo della società;b) coerenza degli investimenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente;c) perseguimento di particolari obiettivi ambientali.
Criteri di valutazione dei progetti presentati
Le imprese che intendono presentare domanda di agevolazione sono cosi distinte:
- Categoria A: Newco (imprese che, alla data di presentazione della domanda, non dispongano di almeno n. 3 bilanci approvati e non siano caratterizzate dalla presenza di un socio di riferimento che disponga di almeno n. 3 bilanci approvati alla data di presentazione della domanda. Sono altresì considerabili Newco quelle imprese, che pur disponendo di n. 3 bilanci alla data di presentazione della domanda, non abbiano conseguito, in ciascuno degli ultimi 2 bilanci approvati, un fatturato superiore ad 1,5 milioni di euro ed il cui eventuale socio di riferimento non abbia conseguito in ciascuno degli ultimi 2 bilanci approvati, un fatturato superiore ad 1,5 milioni di euro)
- Categoria B: Piccole Imprese non qualificabili come Newco che presentano Programmi di Investimento non superiori a 1.500.000,00 euro
- Categoria C: imprese che non rientrano nelle categorie A e B ora indicate.
I programmi saranno dunque così valutati sul piano parametrico; procedura che assegnerà un punteggio, che, pena la non accettazione del progetto, dovrà avere un valore superiore a 45:
- Parametro e.1) Copertura finanziaria (Cfin) del programma degli investimenti e delle eventuali spese del progetto di innovazione di processo e innovazione dell’organizzazione e/o di formazione e/o di ricerca industriale e sviluppo sperimentale
- Parametri e.2) Redditività dell’iniziative
- Parametro e.3) Capacità (Crest) di restituire il finanziamento agevolato ed altri finanziamenti a M/L termine
Modalità di presentazione di domanda di agevolazione:
- il bando è stato pubblicato il 13 febbraio 2024, aperto dal 26 marzo 2024 (dalle ore 1200) e verrà chiuso alle ore 1200 del successivo 28 maggio
- le domande vanno fatte attraverso procedura informatica attraverso il portale di Invitalia.
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